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Dove c'è Serpenta, c'è casa.
SIAMO TUTTI UN PO' VITTIME DEL SUCCESSO?
post pubblicato in Pillole di Serpenta, il 30 maggio 2006


                     
Dalida, la musica, la passione, l'amore, il successo.
Nel forte contrasto tra Yolanda (la donna)  e Dalida (la diva)  (
www.mikyross.ilcannocchiale.it) si apre quella spaccatura che divide il successo dall'anonimato,  l'amore dalla fama, la felicità dall'infelicità, la VITA dalla vita.
Nella società del grande fratello, dove tutti ormai vogliono quel pizzico di notorietà, è ancora possibile vivere nel totale anonimato? Difficile dire se l'uomo riesca ad essere fiero del suo piccolo spazio, quello degli affetti, della propria provincia, della propria porzione di mondo, o sia un animale da palcoscenico, non quello di Dalida, ma quello che cavalca le onde del successo umano e professionale più in generale. Altrettanto difficile è capire cosa ci renda veramente felici nella vita. Possiamo avere fama, espandere la nostra arte, conquistare il pubblico, possiamo farci acclamare, possiamo cogliere le rose del successo, possiamo sentire odori e profumi di vita vissuta trionfalmente. Possiamo guardare in alto e vedere bellissime luci da palcoscenico, o possiamo guardarci dentro e capire che per prendere il mondo intero non abbiamo preso noi stessi.
Allora potremmo prenderci la nostra fetta di mondo, in disparte, circondati di affetti, di dolci amicizie, di piccoli spazi, e di quella libertà di cui ti priva la fama. Ma potremmo dire di essere felici? Potremmo guardarci dentro ed essere soddisfatti di essere anonimi uomini che passano sulla terra senza lasciare alcun segno? 
Cosa conta non è dato saperlo, come non è facile capire da che parte si trova la chiave della felicità...




permalink | inviato da il 30/5/2006 alle 19:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
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